Bartolo Doria

Nasce nel 1969 a San Piero Patti (ME) e si laurea con lode nel 1998 alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Nello stesso anno è vincitore del concorso per titoli ai posti di tutor presso la stessa Facoltà nei corsi di Progettazione architettonica tenuti dal prof. Claudio Roseti.
Nel 1999 è nominato "collaboratore esterno ad alto contenuto di professionalità-settore opere pubbliche" presso il comune di Melicucco (RC) nello staff del Sindaco, relativamente al programma delle opere pubbliche.
È stato componente nella Commissione Edilizia Comunale del comune di Rodì Milici (ME).
È stato ammesso al Dottorato di ricerca in Progettazione architettonica ed urbana: il progetto dell’esistente e la città meridionale (XVII ciclo) con sede a Reggio Calabria, conseguendo il titolo con una tesi su Ludovico Quaroni.

Concorsi e workshop

1990

Partecipazione al Concorso internazionale di architettura "Il progetto impossibile" organizzato a Parma dall’Istituto Gramsci.
Con arch. Ottavio Amaro (capogruppo), arch. Marina Tornatora, arch. Giuliana De Fazio





1998

Parma, Stage di Progettazione Architettonica ed Urbana CITTAEMILIA
Tema: Progettazione dell’area del casello autostradale di Modena Con arch. Piero Felisio (Tutor), arch. Dolores Malara





1999

Concorso di idee LA CITTÀ DEL TERZO MILLENNIO - Venezia
Con arch. Michele Seminara, arch. Marina Tornatora





Bergamo, XIII Seminario internazionale città di Bergamo, organizzato dal Politecnico di Milano
Tema: "Architettura tra memoria e innovazione"






2000

Concorso per la riqualificazione di piazza BOTTARI - Caulonia (RC)
Gruppo con arch. Michele Seminara, arch. Marina Tornatora





2002

Palmi, 1°Laboratorio Internazionale di Architettura, LIDA
Con arch. J.J.L. Carrilho da Graca (Capogruppo) e altri





2003

Vibo Valentia, 2°Laboratorio Internazionale di Architettura, LIDA
Con prof. L. Thermes (Capogruppo) ed altri



Ridisegno dell’area ex Convento dei Padri Domenicani e adiacenze
La proposta relativa all’area dell’ Ex Convento dei Padri Domenicani pone l’esigenza iniziale di consegnare alla chiesa il disegno di un sagrato, al momento non esistente, necessario per qualificare funzionalmente e simbolicamente l’edificio stesso, oltre a prevedere un sistema di collegamento verticale, necessario per raccordare le diverse quote dell’area.
Il sagrato, mantenuto uguale nelle due versioni proposte, è disegnato longitudinalmente come ribaltamento della facciata principale della chiesa, riprendendo la misura delle parti in rilievo della facciata stessa e trovando, invece, nella sua direzione trasversale, una misura variabile e flessibile dovuta alla posizione, casuale, delle bucature del convento stesso; tale spazio, recupera quindi tutti i dati dell’ esistente, e si risolve diversamente anche grazie all’uso di materiali di grana di evidente matericità, come calcestruzzi misti a ghiaia, separati da ricorsi in pietra levigata, specificandosi così rispetto alle restanti pavimentazioni dell’area.
Allo spazio religioso della chiesa e del convento ridefinito dal disegno del sagrato si contrappone poi un elemento urbano "laico", proposto con due diverse soluzioni di progetto e costituito da un sistema verticale necessario a disimpegnare l’area del sagrato dal compito, urbano, di raccordare le diverse quote dell’area; questo sistema, amplificato dall’inserimento di parti dalla più marcata caratterizzazione sia dimensionale che materiale, in particolare nelle parti corrispondenti ai gradini, intende rappresentarsi come "corpo scala urbano", necessario anche ad iniziare un disegno complessivo e ritmato del sistema delle pavimentazioni verso il successivo spazio di Porta d’Apice.



Laboratorio Workshop sull’Architettura di Adalberto Libera
Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria
Prof. Claudio Roseti (Capogruppo), S. Amaddeo, C. Anastasi, L. De Miglio, A. Garofalo, D. Vacca



Adalberto Libera tra decostruzioni e calembours
Tre sostanzialmente le azioni di questa "nuova interpretazione" dell’opera di Adalberto Libera da svolgere entro un "rapporto diretto o indiretto tra l’architettura di Libera e quella contemporanea. Le architetture prescelte assunte come "testo" sono state analizzate e decomposte entro una decrittazione complessiva rivolta anche alle intenzioni inespresse di Libera operando, ermeneuticamente (ma senza obiettivi assolutistici di verità) anche "oltre l’autore stesso", ai fini di una riscrittura che tenga conto dell’ideologia architettonica complessiva del progettista. Tali componenti sono state quindi rivisitate e ricostruite entro la de-formazione de-costruzionista e filtrate attraverso una mislettura (misreading), quel "fraintendimento", quella deviazione cioè che avviene nel processo inoggettivabile di comprensione dei testi.
La susseguente riscrittura ha disposto di quelle figure retoriche che coincidono con parte dei temi specifici del decostruzionismo come il simbolo, l’allegoria, la metafora, la deformazione, l’inversione e l’innesto che portano all’ibrido, quale figurazione più ricorrente e rappresentativa della temperie attuale dove l’unità, la purezza, la continuità sono state sostituite dalla frammentazione, dai mixage, dalla variazione continua delle poetiche architettoniche in un processo potenzialmente infinito.



2004

Concorso "I luoghi della notte" - Festival dell’architettura 1 - Parma
Progetto selezionato per la seconda fase. Con arch. Maria Francesca Faro



Il progetto si propone di ricostituire parti di città, sia esse urbane che periferiche, dalle dimensioni non rigidamente comprese entro limiti definiti, favorendone la loro alterazione verso la costruzione di una città dotata dei caratteri della temporaneità e dell’erranza, costruita utilizzando strumenti che definiscono spazi sempre in continua modificazione, alternativi a quelli della città "diurna"; lo spazio dovrà articolarsi per garantire nuove e rinnovate possibilità di relazione e di comunicazione, mediante l’occasione dello svago, del divertimento e dello scambio.
Il segno fondativo si propone, così come avvenuto nel passato in molte città di nuova fondazione, utilizzando un reticolo strutturale e compositivo a matrice quadrata, seppur con dimensioni e scale diverse, che nelle sue possibilità di movimento definisce spazi e funzioni non fissate nello spazio e nel tempo, una sorta di "work in progress"; appunto un sistema seriale e modularmente ritmato, articolato da una misura preliminarmente determinata, subordinato alla costruzione di funzioni non sempre dichiaratamente "notturne", ma che nella dilatazione spazio-temporale della notte, trovano una nuova espressività.
È evidente inoltre come un tale atteggiamento rimette in discussione oltre che il significato di opera architettonica anche, ma soprattutto, quello di paesaggio, sia esso urbano che non; stabilisce infatti nuove regole e nuove possibilità di relazione nel suo carattere "virtuale" e nella sue capacità di "fondazione"; pone una riflessione sul suo "attacco a terra", nella sua permanenza su un’area, ma anche nella sua capacità di delimitare uno spazio, e quindi di antropizzarlo; è possibile che l’idea di paesaggio si presenti in continuo divenire.



2009

Barcellona P.G., "Il territorio oltre lo Stretto, Dossier", Pensare un unico Paesaggio_Progettare un unico territorio, a cura di Bodàr (R.A. Cristelli, Francesco Messina, Giuseppe Messina, Trieste Russitto) e Plusform (Francesca Faro, Daniele Vacca, Clara Stella Vicari Aversa).
Con Tortora/Rombolà





Concorso Europan 8, Residenze con attrezzature sportive e culturali.
Gruppo con M. F. Faro e C. Vicari Aversa





Seminari

1996

Seminario su:
Luigi Ghirri: La fotografia e l’architettura
Corso di Storia dell’Urbanistica - prof. Mario Lupano FacoltÓ di architettura di Reggio Calabria



1999

Seminario su:
I non luoghi e gli spazi interstiziali: l’esperienza di una tesi di laurea
Corso di Cartografia Tematica - prof. Ottavio Amaro Facoltà di architettura di Reggio Calabria



2000

Seminario su:
Messina: la città dopo il terremoto del 1908 e le esperienze della "Città dello Stretto"
Laboratorio di Progettazione Architet. 3 - prof. C. Roseti Facoltà di architettura di Reggio Calabria



2013

Seminario su:
Ricerca, Internazionalizzazione e Terza Missione. Last & Next. Percorsi di ricerca nel dArte.
partecipazione a Mostra a cura del Dipartimento dArte, facoltà di Architettura di Reggio Calabria



Didattica e ricerca

1999

Tesi di Laurea dal titolo "Imaginary Landscape N0.4.Str Strategie di intervento nella periferia sud di Reggio Calabria"
(Relatore Prof. Arch. Laura Thermes; correlatori Prof. Arch. Mario Lupano, Arch. Ottavio Amaro) con la votazione di 110/110 e lode




1998

È vincitore del concorso per titoli ai posti di tutor presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria ed assegnato nei corsi di progettazione architettonica 2 e 4 tenuti dal prof. Claudio Roseti (dal 1998 al 2006)





1998
2006

Assistente nei corsi di progetttazione architettonica II e IV del prof. Claudio Roseti





1999

Programma di Ricerca Waterfronts a Architettura d’acqua: ricerca sui rapporti tra Architettura e luoghi (e non luoghi) d’acqua, con attenzione ai centri minori dell’area mediterranea, agli insiemi ed ai manufatti ibridi, frammentari, evenemenziali.
Resp. Scientifico del Programma di Ricerca prof. C. Roseti




2002

Programma di Ricerca RdB (ex60%)Forme e modi dell’Abitare nella città attuale e Futura: Analisi e proposte.
Resp. Scientifico del Programma di Ricerca prof. C. Roseti




2006

Consegue il titolo di Dottore di ricerca in Progettazione architettonica ed urbana: il progetto dell’esistente e la città meridionale con una tesi dal titolo L’irrinunciabile monumento nell’opera di Ludovico Quaroni. Le chiese e le altre opere del "sacro". Relatore prof. Laura Thermes





Editing

1999

Studio grafico delle locandine per il ciclo di conferenze a cura della prof.ssa Laura Thermes:
Francesco Tentori "Le sigle della mia vita"
Luciano Semerani "Il mio lavoro"
Carlo Aymonino "Il centro del mondo
Guido Canella "Castelli d’Italia"
Franco Purini "Il linguaggio come verità"


2000

Studio grafico della locandina in occasione per la conferenza
Franco Purini "Il linguaggio come verità"

2002

Studio grafico della Locandina in occasione della conferenza "Riflessioni sull’abitare. Arte, Architettura" del prof. Angelo Trimarco.


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